Trading con il DOM: guida alla profondità di mercato (spread, size e ordini grandi)
Fare trading con il DOM (Depth of Market) significa leggere la scala stessa degli ordini passivi bid/ask: non solo il prezzo migliore, ma lo spread, quanta size c’è dietro e se un ordine grande è reale. Ecco la meccanica: spread, profondità cumulata, prudenza sugli ordini grandi e come abbinarlo al footprint.
Senzoukria · Guide · Aggiornato a settembre 2026
Fare trading con il DOM significa prendere decisioni a partire dalla scala della profondità di mercato: non la candela, non il footprint, non un indicatore, ma la colonna viva di bid e offerte passive. Questa guida si concentra sulla meccanica che la maggior parte dei principianti salta: come misurare davvero lo spread e la profondità che c’è dietro, quando un ordine grande merita prudenza e come combinare il DOM con un grafico footprint invece di usare l’uno o l’altro da soli. Per il quadro completo su liquidità impilata, ritiri di ordini e iceberg, vedi come leggere il DOM.
Se non hai mai letto una scala, parti da come leggere il DOM. Per confrontare la scala con le altre due viste dell’order flow prima di sceglierne una, vedi heatmap vs footprint vs DOM; per valutare le piattaforme che la mostrano, vedi software per il trading con il DOM.
La scala, in breve
Ogni riga del DOM è un prezzo. Gli ordini di acquisto passivi (bid) si impilano sotto il prezzo corrente; gli ordini di vendita passivi (offerte) si impilano sopra. Il miglior bid e la migliore offerta stanno al centro, e la distanza tra loro è lo spread. Tutto ciò che segue riguarda la lettura quantitativa di questa struttura, invece di darle solo un’occhiata.
Leggere lo spread
Su un contratto liquido come l’ES, lo spread è normalmente di un solo tick (12,50 $) durante la sessione regolare: abbastanza stretto da rendere quasi nullo lo slippage in entrata e in uscita. Fai attenzione quando lo spread si allarga a due, tre o più tick: è il mercato che ti dice che la liquidità si è assottigliata, tipicamente attorno alla pubblicazione di notizie, all’apertura o alla chiusura di una sessione, oppure su contratti meno scambiati come alcune scadenze di opzioni isolate. Uno spread largo con poca size su entrambi i lati è un segnale di prudenza per la size e il posizionamento dello stop, non solo un fastidio.
Size cumulata: la profondità oltre il prezzo migliore
Il miglior bid e la migliore offerta sono solo la prima riga. La profondità cumulata è il totale progressivo su più livelli: per esempio, la somma della size passiva sui primi cinque livelli bid contro i primi cinque livelli ask. Un solo livello sovradimensionato tre righe più in basso può essere un’anomalia (o uno spoof); il totale cumulato su una manciata di livelli dà una lettura più stabile di quale lato porti davvero più peso passivo. Un esempio numerico su una scala NQ ipotetica:
- Lato bid, 5 livelli: 40 + 65 + 110 + 30 + 55 = 300 contratti.
- Lato ask, 5 livelli: 35 + 40 + 45 + 30 + 60 = 210 contratti.
- Lettura cumulata: circa 1,4:1 a favore del lato bid, cioè più size passiva pronta a comprare che a vendere vicino al prezzo corrente, a parità di altre condizioni.
Quel rapporto è un punto di partenza, non un segnale di per sé: acquista significato solo quando osservi se quella size regge davvero quando il prezzo ci arriva.
Ordini grandi e spoofing: procedi con cautela
Un singolo livello grande sul DOM non è automaticamente significativo. Può essere un vero ordine passivo di un grande operatore, oppure spoofing: size piazzata senza l’intenzione di essere eseguita, ritirata non appena il prezzo si avvicina. Considera ogni livello grande non confermato finché non ne vedi il comportamento: regge e viene colpito (reale), sparisce quando il prezzo si avvicina (spoof), oppure continua a ricaricarsi mentre viene scambiato (un iceberg, trattato in dettaglio in come leggere il DOM)? Non dimensionare mai un trade sulla sola istantanea di un livello grande.
Usare il DOM con il footprint
Le due viste rispondono a domande diverse, e abbinarle è il vero scopo del trading con il DOM: il DOM mostra ciò che è in attesa di essere scambiato; il footprint mostra ciò che è già stato scambiato. Un flusso di lavoro pratico: osserva sul DOM uno squilibrio di profondità cumulata che si forma su un lato, poi controlla il footprint quando il prezzo arriva davvero in quella zona; se la size passiva assorbe l’aggressione in arrivo senza cedere (volume elevato nel footprint, il prezzo tiene), la lettura del DOM è confermata. Se invece il prezzo passa dritto, la size passiva era più sottile di quanto sembrasse, oppure è stata ritirata.
Punto chiave: leggi il DOM in numeri, non a occhio: lo spread per costo e urgenza, la profondità cumulata su più livelli per il peso reale, e conferma ogni livello grande in base a come si comporta davvero rispetto al volume del footprint, mai a vista.
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Domande frequenti
- Che cos’è la profondità di mercato (DOM) nel trading?
- La profondità di mercato è la scala in tempo reale degli ordini limite passivi attorno al prezzo corrente: i bid impilati sotto, le offerte impilate sopra. La “profondità” indica proprio quanta size c’è su ogni livello e fin dove si estende, non solo il miglior bid e la migliore offerta.
- Come leggo lo spread bid-ask sul DOM?
- Lo spread è la distanza tra il miglior bid e la migliore offerta. Uno spread stretto di un tick su un future liquido come l’ES indica di solito un mercato efficiente, dove si viene eseguiti facilmente. Uno spread che si allarga — soprattutto con poca size su entrambi i lati — segnala liquidità ridotta e un rischio di slippage più alto, tipico attorno alle notizie o negli ultimi minuti di una sessione.
- Che cos’è la profondità cumulata sul DOM?
- La profondità cumulata è il totale progressivo della size su più livelli di uno stesso lato della scala, non solo sul primo livello. Sommare i primi 5-10 livelli bid contro i primi 5-10 livelli ask mostra se su un lato c’è peso reale, invece di giudicare la profondità da un singolo livello, potenzialmente fuorviante.
- Fare trading con il DOM è come fare trading con il footprint?
- No: sono collegati ma diversi. Il DOM mostra gli ordini passivi non ancora scambiati (l’intenzione). Il footprint mostra gli scambi già eseguiti (l’azione). Il trading con il DOM legge la liquidità in attesa; il trading con il footprint legge ciò che è stato effettivamente eseguito contro di essa.